2 milioni di posti di lavoro in meno nel 2020 a causa della crisi economica determinata dalla misure di contenimento del contagio

Nella nota sulle prospettive dell’economia italiana nel 2020-2021 Istat prevede un calo del 9,3% delle Unità di lavoro. Con i numeri attuali  degli occupati si tratta di un calo di oltre 2 milioni di posti di lavoro in meno nel 2020 a causa della crisi economica determinata dalla misure di contenimento del contagio.
In base alle ipotesi di scenario si prevede una marcata contrazione del Pil nel 2020 (-8,3%) e una ripresa parziale nel 2021 (+4,6%, Prospetto 1). Nell’anno corrente la caduta del Pil sarà determinata prevalentemente dalla domanda interna al netto delle scorte (-7,2 punti percentuali) condizionata dalla caduta dei consumi delle famiglie e delle ISP (-8,7%) e dal crollo degli investimenti (-12,5%), a fronte di una crescita dell’1,6% della spesa delle Amministrazioni pubbliche. Anche la domanda estera netta e la variazione delle scorte sono attese fornire un contributo negativo alla crescita (rispettivamente -0,3 p.p. e -0,8 p.p.). L’evoluzione dell’occupazione, misurata in termini di ULA, è prevista evolversi in linea con il Pil, con una brusca riduzione nel 2020 (-9,3%) e una ripresa nel 2021 (+4,1%). Diversa appare la lettura della crisi del mercato del lavoro attraverso il tasso di disoccupazione, il cui andamento rifletterebbe anche la decisa ricomposizione tra disoccupati e inattivi e la riduzione del numero di ore lavorate. L’andamento del deflatore della spesa delle famiglie manterrebbe una intonazione negativa nell’anno corrente (-0,3%) per poi mostrare modesti segnali di ripresa nell’anno successivo (+0,7%).

Francesco Seghezzi, ricercatore ADAPT, ha accusato l'assenza generalizzata di consapevolezza della stagione a cui stiamo andando incontro.

La riapertura post lockdown non ha significato la ripresa dell'intera filiera produttiva, ed anche gli esercizi commerciali che hanno ripreso l'attività, ad esempio nella ristoriazione, a causa delle misure di contenimento non potranno garantire di servire lo stesso numero di clienti e quindi ridurranno il personale.

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