La crisi economica del 2020 deve ancora arrivare

I segnali di crisi sono già visibili e non riguardano la pandemia

Il lockdown da covid-19 è alle spalle, così come l'emergenza sanitaria che lo ha imposto. Eppure, i pesanti effetti economici che già hanno iniziato a farsi sentire su ampi settori del mercato, non sono ancora così evidenti e non saranno, necessariamente, l'effetto di una seconda ondata di contagi.
Crisi economica 2020

L'autunno che sta per arrivare è da molti temuto per l'eventuale recrudescenza della pandemia che ha messo in ginocchio l'intero pianeta. Ma in pochi si rendono conto che una crisi del sistema finanziario è in realtà alle porte e non dipenderà dal fattore sanitario.

Già oggi infatti, sul piatto della bilancia, pesano notevoli fattori di criticità che in passato sono stati sufficienti a determinare pesantissime crisi economiche. Alto indebitamento del sistema, bassi redditi e insensata propensione al rischio finanziario sono gli ingredienti dell'ennesima bolla pronta ad esplodere.

Immettere liquidità sui mercati non è sufficiente

L'illusione che basti iniettare ampie dosi di liquidità alle banche per salvare l'economia reale è ancora molto forte e, purtroppo, estremamente fuorviante per investitori e mercati. Nonostante la realtà abbia anche di recente dimostrato il contrario -  si vedano il crac Lehman Brothers alla vigilia della crisi del 2008 e quello più recente e decisamente più piccolo ma non meno significativo del colosso dell’autonoleggio Hertz - c'è ancora la convinzione che le banche centrali potranno mettere l'economia reale al riparo di un esteso crac sistemico. Quello che sfugge ad una lettura così semplicistica della realtà, è la sostanziale differenza che passa tra credito e solvibilità. Distribuire miliardi alle banche  non si traduce automaticamente in concessioni di credito ai privati. E ciò, a maggior ragione, in una fase recessiva dell'economia caratterizzata come quella attuale da fallimenti aziendali – solo negli Usa si attestano sui 1600 al giorno – e da un conseguente alto tasso di disoccupazione.
Salvo che le banche non cambino ragione sociale, non presteranno soldi a soggetti che non hanno o hanno perso i criteri di solvibilità. 

La realtà è che la prossima crisi potrà essere arginata, modificando radicalmente le criticità endemiche presenti nel sistema, in particolar modo ridando ossigeno al reddito privato. Solo così è possibile sostenere una crescita reale dell'economia, riducendo la componente speculativa di un sistema finanziario sempre sull'orlo di una crisi pronta ad esplodere.

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