Recovery fund, sgravi per il lavoro al Sud

La prima vera scelta operata dal governo per l' utilizzo delle risorse del Recovery fund è quella di sgravare del 30% gli oneri sociali per le imprese che operano nel Mezzogiorno per i prossimi 10 anni.

Una operazione che potrebbe comportare un costo superiore ai 40mld.

Una scelta introdotta grazie alla sospensione temporanea delle regole UE sugli aiuti di stato ma che difficilmente potrà essere ratificata dalle Istituzioni Comunitarie per gli anni a venire.

Ma in Europa ci sono molti esempi di utilizzo appropriato dei fondi europei che dovrebbero essere presi in seria considerazione anche in Italia.

La scelta del governo ha il pregio di aprire una seria discussione su come impostare gli interventi finalizzati a ridurre il divario di sviluppo tra le aree economiche del nostro Paese.

Un divario destinato ad aumentare per gli effetti della crisi economica post covid.

Nel passato gli sgravi sugli oneri contributivi hanno procurato benefici provvisori, ma non hanno inciso sui fattori strutturali negativi che sono all' origine del sottosviluppo di molte aree del sud.

Servono modelli di attrazione capaci di ridurre il peso della illegalità e del lavoro sommerso con il concorso dei diversi attori istituzionali e sociali, e una contrattazione collettiva salariale che concorra a contrastare il lavoro sommerso e ad aumentare l' attrattività degli investimenti nel mezzogiorno.

Tema che riscontra l'opposizione interna alla maggioranza che sostiene il governo e di una parte rilevante delle organizzazioni sociali.

Natale Forlano approfondisce il discorso in questo articolo.

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