Mettere fine alle finte politiche attive del lavoro

E' NECESSARIO METTERE FINE ALLE FINTE POLITICHE ATTIVE PER I BENEFICIARI DEL REDDITO DI CITTADINANZA, ALLE ILLUSIONI DI CREARE LAVORO CON SUPPLEMENTI DI NUOVE NORME DI LEGGE, ALLE RIDICOLE SANATORIE TRUFFA PER GLI IMMIGRATI

I numeri sull' occupazione del 2° trimestre del 2020 non spiegano le tendenze occupazionali, bensì l' impatto dei provvedimenti amministrativi  adottati dal governo per contenere i contagi.

Infatti, il calo dell' occupazione e il calo della disoccupazione sono da collegare essenzialmente alle mancate assunzioni di lavoratori a termine e stagionali e alla sostanziale impossibilità di cercare nuove opportunità di lavoro.

Nel contempo il blocco dei licenziamenti e l' utilizzo massiccio delle casse integrazioni prefigurano un potenziale di futuri licenziamenti di lavoratori a tempo indeterminato.

Questi numeri evidenziano anche un mercato del lavoro molto debole, con una quota eccessiva di lavoratori e disoccupati, in particolare giovani, donne e immigrati, con bassa qualificazione e impreparati ad affrontare le problematiche della mobilità del lavoro.

Sul versante delle politiche è diffusa la convinzione che questi problemi debbano essere affrontati con supplementi di sussidi ai redditi, e di vincoli per le imprese che finiscono per scoraggiare l'adeguamento delle organizzazioni del lavoro e del mercato del lavoro.

E’ necessario mettere fine alle finte politiche attive per i beneficiari del reddito di cittadinanza, alle illusioni di creare lavoro con supplementi di nuove norme di legge, alle ridicole sanatorie truffa per gli immigrati.�

All' opposto bisogna favorire il potenziamento delle reti formative, di orientamento e inserimento al lavoro premiando i comportamenti delle imprese che lo generano e delle persone che lo cercano attivamente.

Natale Forlano approfondisce la riflessione in questo articolo pubblicato da Il Sussidiario.net

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